
Tale Philippe Gagnon ha diretto il film Exposed uscito in italiano nel 2011 con il titolo Nella rete dell’inganno. Dopo aver speso un bel po’ di tempo in ricerche non riesco a sapere di che nazionalità sia questo regista, (sospetto sia canadese da alcuni indizi, ma lo scrivo a mo’ di scommessa, riferimenti a riguardo non ne ho - vedi nota a fine articolo). Poco male, non è che questa pellicola mi abbia entusiasmato, e lo stesso sito di Davinotti propone un unica recensione a riguardo, (che vi girerò); evidentemente non sono il solo ad aver trovato dei limiti su questo lavoro. È un thriller, rintracciabile anche su youtube (almeno oggi per me così è stato - rif. 1) dove la cosa difficile è il non interrompere la visione del video entro la prima mezz’ora. La prima parte infatti mi è risultata molto deludente, particolarmente lenta, con dialoghi banali, per fortuna la trama ha poi iniziato a proporre un
In una delle prime scene si vede una ragazza usata a mo di bestia da soma, è lei a tirare l’aratro e non un cavallo! Siamo in Polonia e questa immagine vorrebbe sintetizzare come si viveva lì "prima", poi ci sarà il crollo del muro e tutto cambia, anche le ragazze polacche “scoprono” la civiltà, il lusso, ma con esso anche il lato oscuro di una città emblema dell’occidente: Milano. A conferma di questa rappresentazione in uno dei dialoghi Eva, la più anziana delle sorelle (polacche) dice alla più giovane giunta a Milano per senso di famiglia: "...andremo a far shopping, vedrai come ti divertirai". La frase pare a me emblematica perchè sintetizza l'idea "occidentale e consumistica" che il benessere si possa acquistare depositandolo nel carrello della spesa, basta aver i soldi per permetterselo. già dalle prime scene è chiaro come venga descritto il mondo dal regista e dagli sceneggiatori. Questa è la “fotografia sociale” che riassumo dopo aver osservato il film Squillo (rif. 1), diretto da Carlo Vanzina posto in essere con la collaborazione del fratello Enrico e di Franco Ferrini;
Termina il 4 novembre 2025 a Udine la mostra fotografica L’enigma della luce, dedicata ai cinquant’anni di attività di Mimmo Jodice, uno dei maestri della Fotografia italiana. L’esposizione delle opere è proposta nel prestigioso Castello, ovvero il cuore della città friulana, è lì che le autorità pubbliche, (regionali e comunali) hanno permesso a Silvia Bianco, Alessandra Mauro, Roberto Koch in collaborazione con Angela Salomone Iodice, Barbara Iodice, Suleima di allestire le 140 immagini realizzate dal maestro napoletano, a partire dal 1964, sino ad arrivare al 2015.
Io sono poco simpatizzante di questo regista e dei suoi personaggi, pur riconoscendo che ha rappresentato un importante pezzo di storia e ha portato un tocco di originalità al nostro cinema, ma le mie corde profonde non sono mai state da lui toccate, tuttavia sono rimasto favorevolmente colpito da delle clip promozionali di questo film sino al punto di dire: “Vediamo”! Lo dico subito Benedetta follia mi è piaciuto moltissimo, al punto tale da ritenerlo il miglior film di Carlo Verdone, anche se il mio giudizio va tarato dal fatto che, come premesso, conosco poco questo autore, e quindi il paniere all’interno cui pesco questo giudizio, è pressoché vuoto.
Chi vi scrive ha partecipato a sette edizioni consecutive della Mostra del Cinema di Venezia, dal 2013 al 2019 – o da Venezia 70 a Venezia 76, ça va sans dire. Sempre da accreditato, sarebbe a dire con una media di quattro film al giorno sparati in neurovisione – se uno va in sala e non alle feste, ovvio, o almeno non alle feste soltanto. Pregustando il mio grande ritorno dopo sei anni di assenza, perché nell’edizione 2020, ancora senza vaccini, non mi sono fidato delle misure anti COVID (a torto, mi dicono dalla regia), e poi beh, la vita ti porta altrove – per la precisione a Roma – ho acquistato per il primo sabato di Mostra un biglietto per una proiezione in Sala Darsena, dove
Prendete l'auto, possibilmente una SW, magari a gasolio, caricate i bagagli e partite verso nord senza farvi troppi problemi. Non servono contanti e non servono (o quasi) documenti. Se un tempo (circa 40 anni fa) il documento più importante per passare la frontiera era il passaporto o la carta d'identità (valida per l'espatrio), oggi il documento più importante da non dimenticare assolutamente è la carta di
Inizierei a recensire questa pellicola partendo dalle opinioni espresse da Marcel M.J. Davinotti Jr. (rif. 1) : “Com’è noto il film di Fulci è molto simile a La gabbia (rif. 2) con Laura Antonelli, uscito un anno prima e sceneggiato proprio da Fulci, in un'epoca in cui il soft-porno, grazie al successo di La Chiave di Tinto Brass, tirava in tutti i sensi. Il Miele del diavolo parte analizzando separatamente, a salti, la storia di due coppie: la prima, composta da Blanca Marsillach e Stefano Madia (il Mickey Rourke in versione economica), si distingue per una vita sfrenata, all'insegna del sesso selvaggio; la seconda - Brett Halsey e Corinne Cléry - vive invece diversi problemi dovuti al lavoro di lui - fa il chirurgo “sempre reperibile” - e all’insoddisfazione sessuale di lei. L'incontro tra le due coppie è casuale [...]
Inizio con le considerazioni raccolte da wikipedia con il famoso quanto banale copia-incolla (rif. 1)
“Quando il film uscì nelle sale, Corinne Cléry, protagonista di scene di sesso esplicite con Bruce Robinson, fece causa alle compagnie di produzione e distribuzione, perché ritirassero la frase pubblicitaria del film che diceva "Vedrete in edizione integrale l'atto sessuale non simulato", lamentandosi che quelle parole avevano danneggiato la sua vita professionale e privata. Le due società controbatterono dicendo che "Nell'ambito del cinema porno è ridicolo che ci si preoccupi di simili particolari" e presentando al giudice alcune sequenze fotografiche del film dove si vede inequivocabilmente "l'inizio dell'atto sessuale, con
The Dark Red è un film americano del 2018 classificato da wikipedia inglese (rif. 1) come thriller edito, prodotto, diretto e scritto (in tal caso con l’aiuto di Conal Byrne, interprete del fidanzato della protagonista, padre del bimbo scomparso) da Dan Bush. Il film, dice la fonte, è stato premiato al festival di Austin. Le fonti italiane parlano anche di un film horror, cosa vera solo in parte; dopo averlo visto concordo con la stampa inglese che lo classifica come thriller, o “mystery”. La trama è semplice, pur se ricca di dettagli che non posso illustrare per non togliere il gusto del film a chi non l’avesse visto: Sybil (interpretata da April Billingsley) è ricoverata in un ospedale psichiatrico è narra di aver subito il rapimento
Ho avuto occasione di ascoltare il punto della situazione proposto da Giacomo Gabellini (rif. 1) dove commentava l’attualità con il Generale Maurizio Boni. Inizia così, Gamellini, la sua disamina: “Le forze armate russe si accingono a completare l’accerchiamento di Pokrovsk, dopo aver concluso il mese di luglio con una quantità record di km2 conquistati…. Il Cremlino ha reso noto di non sentirsi più vincolato al Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio, da cui gli Usa si erano ritirati nel 2019. L’annuncio, che fa seguito al trasferimento di bombe nucleari statunitensi B61-12 in Gran Bretagna per la prima volta da 17 anni, apre il varco allo schieramento di missili Orešnik sul territorio bielorusso. Cina e India, invece,
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