
Il 3 novembre si sono svolte le elezioni nella nazione che si erge come modello di democrazia. Ad oggi che scrivo, il 13 novembre (alle prime ore dell’alba italiana, sto facendo la notte) non è ancora ufficializzato chi andrà a governare il paese che più di ogni altro influenza le cose planetarie. Non mi interessa dire la mia su Joe Biden o Donald Trump. Il primo proprio non lo conosco, ma le previsioni ci dicono che faremo a tempo ad approfondire le sue capacità; il secondo non l’ho seguito, anche se molto ne ho sentito parlare. Ne ho tanto sentito parlare ma a farlo, spesso con sfumature negative, furono proprio coloro che mi proponevano (e mi propongono a tutt'oggi) gli Stati Uniti d’America come esempio da seguire.
E’ tempo di nuove restrizioni a causa del Covid-19 e, come già da molti sperimentato la scorsa primavera per la prima ondata di pandemia, i giochi da tavolo, casuali di carte e di società in videoconferenza hanno permesso a molti di stare lo stesso in compagnia dei propri amici o dei propri cari a distanza facendo a modo loro la differenza. Skype, Messenger, Telegram, le varie piattaforme di gioco in live streaming e la più recente novità Zoom sono state le applicazioni
Interpretare i fatti storici con la mentalità, le conoscenze tecniche, le conquiste etiche e sociali di oggi è sempre un errore che può portarci a valutazioni errate, con le dovute cautele individuare delle curiose analogie con il passato può aiutarci a non commettere gli stessi errori. Guglielmo Ferrero all’inizio del secolo scorso descriveva la paternalistica democrazia di Giolitti con la famosa frase: "trenta milioni di persone, governati da trenta persone, a benefico di trecentomila famiglie". Cento anni dopo siamo sessanta milioni, ma per il resto, poco o nulla è cambiato nella paternalistica democrazia odierna. Negli anni 1919-20 molti soffrivano,
Grazie al "tam tam" dei social ho scoperto che una mia compagna di battaglie politiche, Francesca Brotto, ha scritto un romanzo. Immediatamente l'ho contattata per capire di cosa parla il suo libro. E così ci siamo trovati per colazione in un locale trevigiano. “Tutto nasce da un funerale cui partecipai favorita dal tempo libero che allora avevo in quanto disoccupata. Di solito non vado mai ai funerali. Faceva molto caldo e osservavo i becchini muoversi con aspetto sgualcito; il gran caldo li induceva a tenere la camicia aperta per respirare, la cravatta di conseguenza era spostata e l’aspetto era molto trasandato. Mi ritrovai, tra me e me, a fare due osservazioni. La prima: una
Il 14 ottobre presso la Camera dei Deputati della Repubblica italiana si è tenuta una conferenza stampa promossa dalla parlamentare ex 5 Stelle Sara Cunial. (rif. 1). La descrizione che segue di Julian Assange (rif. 2) è desunta da quanto affermato in quella sede dalla giornalista Germana Leoni, una tra i relatori dell’audizione. Assange è una persona dal quoziente intellettuale molto elevato, australiano, che “inizia” la sua attività come hacker, supera i suoi problemi con la giustizia generati da ciò pagando un’ammenda e nel 2006 decide di diventare giornalista fondando WikiLeaks. (rif. 3). Che vuol dire WikiLeaks e che cos’è? La traduzione è “fuga di notizie” ed è un contenitore dove chi ha notizie “che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende” è invitato a fornire tali notizie le quali verranno pubblicate rispettando l’anonimato della fonte. Per scelta Wikileaks, (che non ha nulla a che fare con wikipedia), non ha una sede, è quindi una realtà fluida che non risponde a nessun governo.
Si è conclusa domenica 18 a Montesilvano (Pescara) la nona edizione dell’incontro organizzato dall’associazione A/simmetrie; nel discorso di inizio lavori il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio definiva l’incontro “...un evento dal prestigio nazionale ed internazionale, importante sotto l’aspetto accademico, e culturale…” Ideatore dell’incontro nove anni fa, fu il Prof. Alberto Bagnai che volle creare un momento d’incontro con lettori del suo blog, tutt’ora attivo Goofynomics. Val la pena ricordare il perché del singolare nome del blog: Goofy è il nome originario del personaggio dei fumetti noto come Pippo, il quale in una sua striscia ebbe a sentenziare
Ieri sera ho consegnato un lavoro fotografico a Claudia Rossetti, ed è stata l’occasione per essere aggiornato su cosa bolle nella pentola della compagnia. Claudia mi ha raccontato che nel 2013 era parte fondante di una associazione, Contenitore d’idee, posta in essere con Emanuele Bardo, gruppo dal quale si era allontanata per concentrarsi in modo più specifico nel mondo della pittura e più in generale dell’arte. Come il nome dell’associazione evidenzia, la priorità di questa associazione non era focalizzarsi sull’arte, quanto occuparsi di questioni sociali. Bene, mi spiega Claudia, ora l’evoluzione degli artisti è tale da favorire un’unione di intenti tra le due associazioni, ed
Antefatto: la sera ascoltando il notiziario di Byoblu 24 (rif. 1) venivo a scoprire che il porto di Trieste è stato venduto ad una società tedesca, mentre anche il porto di Taranto è in procinto di essere ceduto ad una società cinese. Treviso non è lontano da Trieste e spesso mi capita di andare a visitare quella che nel 2016 fu il principale porto italiano per traffico di merci. (fonte Wikipedia rif. 2 ). L’importanza strategica di questo porto è solo accennata in questo articolo: nell’epopea austriaca fu il maggiore scalo marittimo dell’impero asburgico, e anche per questo fu successivamente conteso non solo dagli austriaci, ma anche da croati e sloveni, poi riuniti dal Generale Tito
Le due regioni che tra le loro eccellenze possono annoverare la Terra dei Fuochi e La Terra dei Pfas sono state testimoni delle più spettacolari vittorie politiche delle recenti regionali. Luca Zaia e Vincenzo De Luca: i latini dicevano nomen omen, noi che non abbiamo studiato latino diciamo diciamo il nome è un presagio, insomma sono dei predestinati al successo, con buona pace degli invidiosi. Vincenzo è un nome maschile
Mio figlio è partito due settimane fa, è andato a Udine per frequentare l'Università, Facoltà di Agraria. Pensavo di essere preparata a questo momento di distacco, ci scherzavo, gli dicevo che non vedevo l'ora di esser finalmente libera da vincoli ed impegni di tipo casalingo, lavare e stirare, riordinare l'immancabile confusione in camera sua, cucinare e via dicendo. Mi dicevo che non avrei sicuramente sofferto della cosiddetta "sindrome da nido vuoto", quella sottile e inaspettata malinconia che assale madri e padri quando uno dei loro pargoli lascia definitivamente il nido familiare.
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