
In quest’anno l’Italia, ma non solo il mio paese, l’intero mondo, è stato colpito da un virus, che ha creato situazioni molto singolari. Anzitutto partiamo da una considerazione storica, quale quella che un uomo della strada quale io sono io può fare, questo virus, sulle cui origini vi sono per altro significativi dubbi (vedi quanto afferma Luc Montagnier, incidentalmente premio nobel per la medicina - rif. 1), non è la peggior catastrofe medica affrontata dall’uomo. Giusto un secolo fa, scoppiò un'epidemia ribattezzata “la spagnola” (rif. 2) estremamente più letale del presente coronavirus, e anche la spagnola ha poco a che vedere con i tassi di mortalità della peste che
L’estate italiana del 2020 ha un nuovo eroe, un individuo che ambisce alla libertà di cui è diventato un simbolo, non a caso soprannominato Papillon! “Voglio una vita spericolata, voglio una vita piena di guai, voglio una vita come quelle dei film, voglio una vita come Steve McQueen" (rif. 1) sentenziava Vasco Rossi in una dlle canzoni che lo lanciò. Quali film fece l’attore statunitense? Tra i molti meritano menzione per il pezzo che sto scrivendo La grande fuga (1963), Nevada Smith (1966) e ultimo, ma non per significato essendo quello che da nome al protagonista, Papillon con Dustin Hoffman del 1973. Tutti i film citati vedono l’attore imprigionato e l’obiettivo è la fuga.
In rete vi sono migliaia di video che parlano della massoneria, di come siano questi gruppi segreti a tirare le fila mondiali e di quanto la simbologia sia importante per per tali organizzazioni. (rif. 1) Diego Fusaro, in un suo recente video (rif. 2) ci dice che la mascherina, oggi imposta per legge, ha un valore soprattutto simbolico, lasciando intendere che sono molte le perplessità che lui ha in tutta la storia di questo coronavirus, e nella reale efficacia della mascherina stessa. La tesi di Fusaro circa la valenza simbolica della mascherina andrebbe ad aggiungere un nuovo elemento simbolico a quelli già noti e catalogati. Ho così riflettuto su cosa sia una maschera e dove
“Hai sentito? A Treviso ci sono tutti quegli extracomunitari infetti!” (Rif. 1). Rispondo: “Lo so, sono vicini a casa mia…”. “Per questo te lo dico. E' vanno in giro e creano problemi?" - Certo - "Tra l’altro stanno processando Salvini che almeno qualcosa faceva…”. Questa signora, venezuelana, che fa le pulizie dove lavoro, faceva riferimento all’approvazione che il parlamento ha concesso al processo di Matteo Salvini. Nel prosieguo del dialogo le sue perplessità, forse perplessità è dir poco ed il termine più corretto è ferma contrarietà, era legata
Venerdì 25 luglio (2020) il gruppo di Artescalza si è ritrovato nella sede storica del FreakBar in Viale della Repubblica (TV) non tanto per un evento artistico, che pure c’è stato, quanto proprio per ritornare a stare in compagnia e rompere quel senso di disagio generato dal lockdown (vocabolo che in italiano si traduce con isolamento, blocco) bevendo uno spritz (rif. 1). Era da febbraio che gli artisti non si raggruppavano e devo riconoscere che io personalmente un senso di disagio l’ho provato. Non giravo liberamente nel locale, stavo attento a non invadere le distanze di sicurezza e avevo come la sensazione che tutti i presenti mi osservassero con sospetto. Non so se ciò fosse vero, ma ero io a sentirmi in
Su invito di una mia amica, una delle protagoniste dell’esposizione, sono andato a visitare la mostra #noisiamoTreviso, fruibile gratuitamente al Museo Bailo di Treviso sino al 16 agosto 2020. Ho parcheggiato fuori dalle mure e ho imboccato porta Santi Quaranta per giungere al museo, passando davanti alla storica osteria “al Cavallino”, già sede di ritrovi carbonari quando alcuni patrioti, così
Ieri mi son ritrovato con Valentina Tortora per espletare una sorta di rito annuale: la consegna del centone di cui è co-autrice al pari di tutti gli altri bloggers di Qzone. Come sempre è stata l’occasione per scambiare due chiacchiere che ieri han affrontato temi profondi, il meno confidenziale dei quali ha avuto come oggetto “la Bellezza”, argomento su cui ho già scritto, (rif. 1), attingendo ad un video di Umberto Galimberti (rif. 2). Precedentemente avevo trattato il tema del sublime (rif.3), ispirato da un video di Carlo Sini dove, tra i vari autori Sini
L’attività che più mi ha dato soddisfazione in vita è stato giocare a calcio, ben inteso, non soddisfazione economica, ma mi appagava nel senso che mi realizzava. (rif. 1). Ero un attaccante e ho avuto maestri importanti, due su tutti: Gerd Müller, il centravanti tedesco, e Paolo Rossi. Müller e Rossi erano due opportunisti, ovvero due calciatore che aspettavano una situazione di caos per fare goals. Nel mio piccolo anch’io ci riuscii più volte, anche perchè avendo come modelli tali maestri l’esito era segnato. Esempi concreti: un retropassaggio al portiere su un campo bagnato, io avevo vista quella pozzanghera e aspettavo solo che il difensore si azzardasse in quell'alleggerimento. Lo fece, la sfera di cuoio si fermò sulla pozza d’acqua e io veloce come un falco mi ci avventai per indirizzarla nel sacco!
Su "La Stampa" del 5 e del 7 luglio ci sono due supposte di Elsa Fornero e Veronica De Romanis, i due articoli sono una riedizione della favola “la Cicala e la Formica”, ad uso e consumo del moralismo paternalista del nuovo fascismo in giacca e cravatta, o in questo caso in tailleur. L’articolo della professoressa Elsa è un capolavoro di ipocrita ribaltamento delle responsabilità. La situazione italiana è grave, non per le politiche sbagliate del governo Monti-Fornero, ma perché gli italiani non hanno fatto abbastanza sacrifici a fronte delle cure sbagliate degli illuminati. Le solite chicche retoriche. Le egoiste cicale (i vecchi) che vivono rubando il futuro alle formiche (i giovani), pretendendo la quota maggiore degli scarsi ossi (le risorse) che i generosi benefattori (i mercati) mettono a disposizione dei corrotti e fannulloni italiani.
Nel video che regge il presente articolo (rif. 1) Umberto Galimberti introduce l’argomento precisando che da giovane voleva scrivere sulla Bellezza, ma poi non completò l’opera perché della Bellezza non si parla. Precisando: "La bellezza è qualcosa che ti colpisce, non è un’idea”. Di fronte alla Bellezza rimani stupito, inerme e come lo stupido (la radice è la stessa) osservi attonito ciò che ti piace. Aristotele dice che la filosofia nasce dal dolore e dalla meraviglia, ovvero da due stati che non richiedono molte parole, al contrario dell’amore che di parole è ridondante. Il dolore, come la meraviglia, si esprime in silenzio.. Tommaso D’Aquino definisce così la Bellezza: Bello è ciò che quando lo vedi, ti piace.
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