
Qzone.it, il blog in cui scrivo, dopo aver superato il milione di visite globali da quando uscì il primo articolo, oggi raggiunge un altro importante risultato, quello che sto scrivendo sarà il millesimo articolo postato. Mi sono interrogato, cosa posso scrivere di interessante, di importante nel millesimo articolo? La risposta è parlare di idee, dire, per quel che ho studiato, quali sono le idee che circolano poco, che sono rimaste sepolte dalla gran massa di spazzatura che ci offusca il cervello.
Il film che vado a recensire è del 1989, trattasi di una pellicola classificata da wikipedia come “erotica” (rif. 1) ed il titolo originario è Wild Orchid tradotto in italiano con Orchidea selvaggia; l’opera è a regia dello statunitense Zalman King che ne è pure lo sceneggiatore e l'ideatore del soggetto, in ambedue i casi avvalendosi della collaborazione di Patricia Louisianna Knop. Inizierei da qualche recensione; ecco cosa leggo sul sito mymouvies.it “Lo squallore di questo film è direttamente proporzionale alla sua inutilità. Eppure ha avuto un grande successo specie in Italia, forse perché si tratta di una telenovela, hard-core ma non troppo, trasposta al cinema. A Rio de Janeiro ha luogo una trattativa immobiliare condotta da una manager affascinante che si è portata dietro una ragazza molto sexy. Un ricco industriale
"Seedorf aveva un fisico incredibile, era un fascio di muscoli, addominali scolpiti, cosce che sembravano querce, eppure mangiava cose schifose: patatine, hot dog, hamburger, salse. Tutte doti fisiche naturali. Karembeu (Christian) fisicamente era ancora più esuberante ed esplosivo di Seedorf. Perdeva palla e la riprendeva, la riperdeva e se la riprendeva. Così, continuamente. A livello tattico faceva un gran casino, correva da tutte le parti. Tecnicamente c’era di meglio, ma aveva una capacità di corsa incredibile. In più era un cagnaccio: non lo potevi dribblare, perché anche quando lo superavi te lo ritrovavi subito addosso.
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Revenge, (rif. 1) la cui traduzione significa vendetta, è il titolo del film che vado a recensire. Forse più indicativo è spiegare che appartiene al filone rape and revenge (stupro e vendetta) ed inserito in questo contesto acquisisce una sua ragione d’essere. Dico subito che io sono assai avulso da questo genere e perciò non sarò benevolo verso questo lavoro, scadente, a mio avviso, ma che pare abbia degli estimatori. Diamo allora la parola a Wikipedia che anticipa che cosa troverò (e troverete) nella trama della pellicola (rif.2) ovvero: il filone “rape and revenge” prevede che:
Presso la Chiesa Antica di San Cipriano (Via Trento e Trieste 34 - Roncade) nei giorni Sabato 22/29 e Domenica 23/30 2024 dalle h 10,00 alle 20,00) è fruibile gratuitamente la mostra fotografica di Roberta Cuzzolin Paralleli d’Acqua 65° N. 45° N. e di Fabio Fuser La mia acqua. I due autori propongono scatti assai differenti l’una dall’altro, la fotografa presenta immagini in Bianco e Nero di paesaggi "da cartolina", mentre Fabio predilige il colore, e sono per lo più particolari, sempre a soggetto l’acqua, dove uno spruzzo, un riflesso colorato, un dettaglio, sono i soggetti catturati. Se la prima autrice tende a fotografare l'insieme dove l'elemento fluido si sposa con la terra ed il cielo, spesso in paesaggi lontani da casa nostra, l'uomo, al contrario, cattura dettagli di acque spesso molto
Il film che sto per recensire ha una sua importanza nel panorama cinematografico nazionale, e merita tutta una serie di osservazioni che mi vedono lontano dalle opinioni recuperate in rete. La pellicola in questione è Io sono mia, (rif. 1) opera che esce nel 1978 anche se, immagino, il lavoro fosse pronto già l’anno precedente, prima che le autorità ne censurarono alcune parti (rif. 2) ritardandone l'uscita; regista di questa pellicola è la romana Sofia Scandurra, deceduta nel 2014 e di cui ho trovato quasi nulla nel web. La pellicola è stata ispirata dal libro di Dacia Maraini Donne in guerra del 1975. La Maraini, oltre che ideatrice del soggetto con il suo romanzo, è una delle sceneggiatrici
Manuel (interpretato da Gabriele Lavia) è un assassino professionista divenuto scomodo per l’organizzazione di cui era parte; sa che la sua vita è in grave pericolo. Cerca rifugio da una sua vecchia fiamma, Micol (interpretata dalla statunitense Mimsy Farmer) la quale è tenutaria di una casa di appuntamento. Quest’uomo conosce in senso biblico tutte le ragazze che lavorano per Micol, tranne la nuova arrivata Vittoria (interpretata da Monica Guerritore) che l’amica, complice ed amante, gli garantisce sarà una piacevole sorpresa. Qui di seguito una traccia (non alla lettera) del primo dialogo tra i due protagonisti del film quando finalmente i due si incontrano. Manuel - “Hai un profumo che non conosco: chi sei”? Vittoria: “Micol mi ha detto di venire qui, sono la tua sorpresa!”.
L’associazione culturale Marghera Fotografia (già Circolo Fotografico l’Immagine) festeggia con una mostra al Centro Culturale Candiani, in centro Mestre (VE) i primi 40 anni di attività! Quarant’anni sono molti, soprattutto se si considerano le evoluzioni che ha avuto quest’arte: dalle immagini a pellicola si è passati al digitale dove i fotoritocchi tramite elaborazione sono diventati, nel bene o nel male, parte integrante di questo mezzo di comunicazione, oltre che spunto per riflessioni filosofiche.
La prima indicazione arriva dal quotidiano La Stampa (rif. 1) è un titolo: Il richiamo di Mattarella: «Con il voto consacreremo la sovranità dell’Unione» - Il capo dello Stato in occasione della Festa della Repubblica: «L’Europa è stata una nostra scelta». A queste parole si è ribellato il Senatore Claudio Borghi (rif. 2) che volendo riassumere quanto riscontrabile nell’intervista di cui il rif. 2 si chiede: e quand’è che abbiamo ceduto la sovranità all'Unione Europea? E io a questa prima domanda ne aggiungo una seconda, ovvero e questa scelta, io (ed i miei concittadini), quando l’avremo fatta? Con quale elezione? Con quale referendum? È un'affermazione gravissima, seguita il Senatore, che il garante della Costituzione Italiana, (la quale Costituzione, ricordiamolo, afferma che la sovranità appartiene al Popolo-
Se volete vedere un brutto film, ho il titolo che fa per voi: Ore 15:17 - Attacco al treno, (21 agosto 2015),e la motivazione che ha spinto un'icona di Hollywood quale Clint Eastwood a farne la regia la spiegherò fra poco. Procediamo con ordine: la pellicola narra di tre giovani americani: Spencer Stone (Sacramento 13 agosto 1992) Anthony Albert Sadler Jr. (Sacramento, 13 luglio 1992) e Alek Skarlatos, (Roseburg, 10 ottobre 1992) che decisero di fare un giro in treno per l’Europa, visitando alcune città: Roma, Venezia, Berlino, Amsterdam e Parigi. Le situazioni riprese dal regista sono estremamente banali, e guardando il film mi assale l’idea che
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